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Quali sono i tuoi punti di debolezza?


"Sono troppo attento ai dettagli", oppure "Mi dedico eccessivamente ai miei clienti", o ancora "Mi concentro troppo sul lavoro".


Frasi come queste sono evidentemente degli espedienti per evitare una risposta sincera, ma contengono una verità importante: spesso i nostri punti deboli sono proprio un eccesso, un'esasperazione dei nostri punti di forza.


Esploriamo qui questo tema.



Una persona che si sta preparando per un colloquio con un'azienda ci ha chiesto come poter rispondere ad una domanda che spesso viene posta durante le interviste di selezione: "Quali sono i tuoi punti di debolezza?".


Interpellando Google possiamo ottenere migliaia e migliaia di risultati che contengono consigli e tecniche per affrontare il quesito. Il più intuitivo ed utilizzato stratagemma per aggirare la domanda è sicuramente quello di calcare la mano sui propri punti di forza, ribaltandoli così in "difetti" resi accettabili. 


"Sono troppo attento ai dettagli", oppure "Mi dedico eccessivamente ai miei clienti", o ancora "Mi concentro troppo sul lavoro". Frasi come queste sono evidentemente degli espedienti per evitare una risposta sincera, ma contengono una verità importante: spesso i nostri punti deboli sono proprio un eccesso, un'esasperazione dei nostri punti di forza.

In ambito professionale, la distinzione tra queste due aree non è sempre netta: i punti deboli spesso derivano da un uso eccessivo dei punti di forza e nel corso della carriera alcuni tratti di personalità positivi possono trasformarsi in fattori di rischio, con effetti negativi sulle performance professionali.


Inoltre, se per ricoprire efficacemente un certo tipo di ruolo può essere fondamentale una caratteristica, non è detto che lo stesso tratto caratteriale possa essere funzionale a ricoprire con successo un altro tipo di incarico.


Avere una visione chiara di questi aspetto è molto importante per sviluppare al meglio il proprio percorso di crescita e prepararsi ad affrontare gli ostacoli che si potrebbero incontrare, ma non è sempre facile avere il giusto grado di autoconsapevolezza.

Esistono strumenti per misurare scientificamente i tratti della personalità, che ci forniscono indicazioni preziose in chiave predittiva rispetto al modo in cui i tratti della nostra personalità legati alle aree di rischio potrebbero manifestarsi e impattare sui risultati lavorativi.


Uno tra i più autorevoli test psicometrici (psicometria = misurazione delle caratteristiche psicologiche degli individui) utilizzato in contesto organizzativo è l'Hogan Assessment

Questo test, con una base scientifica solida e riconosciuta a livello internazionale e validato da oltre 40 anni di studi, misura due aspetti fondamentali: il bright side (misurato dal test tecnicamente definito HPI), che si riferisce al lato della personalità che mostriamo agli altri quando siamo al meglio, ed il dark side (misurato dal test tecnicamente definito HDS), che analizza invece i derailers, i fattori di deragliamento che nei momenti di stress portano a trasformare i nostri punti di forza in aree di rischio. 


Non sempre gli elementi di debolezza sono automaticamente problematici: molte persone conoscono bene sé stesse, sono consapevoli dei propri punti di debolezza e capaci di gestirli.


Attraverso adeguati strumenti di valutazione e un percorso di coaching, è sicuramente possibile sviluppare una buona consapevolezza di sé ed identificare i propri fattori di rischio in modo da poter prevenire comportamenti dannosi per il proprio percorso lavorativo.


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